Lo svezzamento nel bambino

Una tappa fondamentale per il neonato e per la mamma. Un momento da affrontare con serenita’ e positivita’.Il bimbo deve per la prima volta nella sua vita ingerire cibi solidi oltre al latte materno (o artificiale) che l’ha nutrito per tutti i primi mesi della sua vita. E’ un passaggio delicato che puo’ portare molto stress in casa se affrontato nel modo sbagliato.

svezzamento nel bambino

In genere, lo svezzamento si inizia a 6 mesi a meno che non ci siano esigenze particolari per anticiparlo (tipo ritorno al lavoro della mamma o inserimento all’asilo nido). Spesso gli allattati articialmente si svezzano prima, mentre si predilige prolungare il piu’ possibile (anche dopo i 6 mesi) l’allattamento materno esclusivo essendo il piu’ salutare per il bambino e considerando le pappe semplicemente un suo completamento.

Armandosi di grande pazienza si inizia a far assaggiare al piccolo la frutta, mela o banana, omogeneizzata fresca o in vasetto (meglio se senza zuccheri aggiunti). Il bambino dovra’ prendere confidenza sia con un sapore diverso sia col cucchiaino (se ancora non lo conosce). All’inizio mezzo vasetto al giorno lontano dalla poppata, al mattino o al pomeriggio.

Dopo qualche giorno si puo’ iniziare con i brodi vegetali e poi gradualmente con le creme, le verdure schiacciate, la carne e i formaggi. Occhio, se il bambino soffre di dermatite atopica lo svezzamento deve essere piu’ controllato. In particolare, e’ bene rimandare l’introduzione del formaggio e delle carni come il pollo, il manzo.In ogni caso bisogna programmare tutte le tappe con il proprio pediatra.

Fin da subito si dovrebbe abituare il bambino a mangiare sempre nello stesso luogo, sul seggiolone (se gia’ in grado di stare seduto) e senza distrazioni.

Dovra’ riconoscere presto il momento della pappa e imparare a mangiare tranquillo senza troppi espedienti (tipo giochini, televisione, etc.).

Non forziamolo troppo soprattutto all’inizio altrimenti lo svezzamento puo’ diventare un incubo.
Attendiamo i suoi tempi.

Proponiamogli pian piano tutti i sapori in modo che intorno all’anno possa davvero mangiare come un adulto, ma se rifiutasse un alimento non insistiamo e riproviamoci dopo qualche giorno. E se e’ malato facciamogli mangiare cio’ che conosce gia’ e che gli piace senza sorprese sgradite.

Gli schemi di svezzamento sono numerosissimi e probabilmente tutti validi, ma ciò che riguarda l’alimentazione ha sempre una valenza culturale e sociale, ‘svezzamento’ compreso.

E’ importante ascoltare le raccomandazioni del pediatra, riguardo ai nutrienti da evitare nei primi mesi, per scongiurare rischi di allergie. In particolare evitare l’uovo intero, il latte vaccino, pesce e crostacei. Il medico o il consultorio di zona vi fornira’ una tabellina dettagliata di alimenti e nutrienti da dosare, pesare, scandire nella dieta del nostro bebè. E’una tappa strategica della crescita: da lattante diventerà un bambino!

Per le mamme è una fase altrettanto rivoluzionaria, ci porrà molti dubbi, questioni, cure nuove. Anche le feci cambieranno, così i ritmi della giornata. Non solo: per chi allatta in via esclusiva significherà “allungare” il cordone ombelicale, anche se alcune poppate si potranno mantenere per diversi mesi.

Gli alimenti da acquistare vanno scelti con buon senso, prediligere sempre la genuinità ed evitare cibi zuccherini o salati (anche se spacciati per bambini piccoli). I condimenti ricchi vanno rimandati a più avanti, mentre la varietà dei nutrienti sarà importante per abituare i nostri bambini a gusti diversi e per fornire i giusti apporti di vitamine, sali minerali, fibre, ecc.

Alcuni bambini reagiscono a questa novità con curiosità ed entusiasmo, la mamma in questi casi si sentirà sollevata e il momento della pappa sarà sicuramente un’occasione di piacere per entrambi. Quando invece qualcosa non va, a volte si incappa in stress, preoccupazione, lotte e tanti pasti preparati con amore ben spiaccicati sul pavimento di casa ma neanche un grammo nello stomaco del nostro piccolo tiranno.

Ciò capita spesso, magari anche solo per piccoli periodi, ma nei genitori ciò genera comunque apprensione: “si nutrirà abbastanza?”.

I bambini fortunatamente hanno enormi risorse: sanno auto-regolarsi molto meglio di noi! Non succederà nulla se qualche pasto verrà totalmente rifiutato, il bambino si rifarà con la merenda o nei pasti dei giorni a seguire. Vivetelo con tranquillità e fiducia, anche vostro figlio affronterà con gli stessi sentimenti il momento del pasto, godrà di un buon rapporto col cibo, che non si trasformerà in strumento di ripicca nei confronti dei genitori!

Ricordate infine che i cibi migliori sono quelli che vanno bene anche per voi, sani e provenienti da produttori controllati: omogeneizzati di frutta, farine e pappine varie occorrono soltanto quando lo svezzamento è anticipato sotto i 6 mesi o nelle primissime esperienze dello svezzamento. Appena avrà imparato a deglutire bene, saprà mangiare quasi come voi (ma sempre senza sale e pochissimo zucchero).

Non sottovalutate il vostro bambino, è già cresciuto, ed è già molto più competente di quello che vi fa credere;-)