Insegnare a nuotare a un bambino

Cari genitori, se state cercando un modo per rendere ancora più forte il legame con il vostro bimbo, ecco qua uno molto utile: insegnargli a nuotare.

Si tratta di un’attività importante, non solo in se stessa ma anche per quello che deriva da essa: un legame più forte con il bambino e una maggiore interazione con altri genitori.

Prima, però, un poco di storia. Negli anni ’60 si scoprì che i bambini sono capaci di nuotare sott’acqua senza bisogno di aiuto alcuno. Con gli anni, le ricerche pediatriche hanno aggiunto nuovi dati come, per esempio, che il nuoto favorisce la confidenza in se stessi nei bambini ed aiuta il loro sviluppo personale tanto fisico che psichico. L’acqua offre, soprattutto ai bebé, uno spazio rilassante, praticamente senza gravità, in cui si possono muovere liberamente, cosa per loro impossibile in “terra ferma”. Inoltre, si è scoperto che il nuoto è estremamente vantaggioso per i bambini con Sindrome di Down o con paralisi celebrale.

I benefici di insegnare a nuotare al tuo bambino.

Tra i benefici che l’insegnamento del nuoto offre possiamo elencare i seguenti:

  1. potenzia lo sviluppo motorio;
  2. potenzia la capacità del bimbo per relazionarsi con altre persone, oltre che la sua intelligenza;
  3. miglioramento della concentrazione da parte del bambino;
  4. miglioramento del senso dell’attenzione verso il pericolo e di praticamente tutte le abilità percettive;
  5. migliori ‘sieste’ e notti tranquille;
  6. è provato che i bambini che imparano a nuotare generalmente apprendono a camminare prima degli altri, grazie al migliore controllo muscolare delle gambe.

Per i bebè è naturale sentirsi a proprio agio ed essere felici in una piscina la cui acqua sia tiepida. Inoltre, non dovete ossessionarvi con la paura che anneghi il vostro piccolo, dal momento che i bebè automaticamente trattengono il respiro quando sono sott’acqua. Si tratta di un riflesso istintivo dovuto al fatto che hanno passato 9 mesi in un’ambiente liquido.

insegnare nuoto bebè

Quindi, se vivete in un condominio con piscina, oppure state passando le vacanze in un hotel con piscina o, ancora, avete una piscine vicino casa, il nostro consiglio è che vi decidiate per insegnare a nuotare al pargolo di casa. Non esistono limiti di età e, in linea di principio, potrebbero incominciare già passati pochi giorni dalla nascita. È normale, però, aspettare che il bebè compia almeno tre mesi. Una cosa però dovete tenere ben presente: quanto più tempo passa, tanto più il bebè tende a dimenticare il suo senso di confidenza nei confronti dell’acqua e a sostituire questo sentimento con la paura all’acqua.
Un sentimento, la paura all’acqua, che incomincia a svilupparsi quando il bambino si avvicina a compiere un anno… e, come sicuramente sapete, non si dovrebbe cercare di insegnare qualcosa a un bimbo quando a quella cosa si oppone con tutte le sue forze, dal momento che il rifiuto (e la paura) si accentuerebbero.

La regola d’oro: essere pazienti.
Ovviamente non dovete aspettarvi che vostro figlio apprenda a nuotare come un professionista. Sappiate che almeno fino a quando non hanno compiuto tre anni i bambini non possono nuotare nel senso letterale della parola, quanto – piuttosto – rimanere a galla e muoversi per brevi distanze. Quello di cui sì sono capaci è nuotare con certa scioltezza di movimenti sott’acqua.

Quindi, procuratevi una macchina fotografica subacquea per immortalare questi momenti speciali.