I pannolini per il neonato e i pannolini per i bambini

I pannolini per il neonato e i pannolini per i bambini

L’acquisto dei pannolini è tra le spese che più incidono sul budget familiare, perchè il cambio dei pannolini costituisce una delle operazioni che mamma e papà effettuano con più frequenza nel corso dei primi due anni di vita del bambino.

Intorno all’anno di età il nostro bambino inizia i suoi primi tentativi di conquista dello spazio: stare seduto, afferrare gli oggetti, allungarsi strisciando verso la palla, cercare di rimanere a quattro zampe; azioni che richiedono sforzi del piccolo esploratore per noi inimmaginabili. Pieno di vivacità e con tante curiosità da soddisfare non può certo paragonarsi al neonato di pochi mesi prima, completamente dipendente dalle cure della mamma.

Spesso, persino il solito fasciatoio risulta ormai scomodissimo per un bimbo che “non ha tempo da perdere” nella sua continua scoperta del mondo. Una delle condizioni necessarie è di essere vestito in modo adeguato, libero di muoversi senza costrizioni. Grande attenzione va quindi riservata al capo base del suo guardaroba, l’indispensabile pannolino, scelto a misura dell’esploratore in erba.
In commercio ne esistono tanti tipi, che seguono la crescita del bimbo e soddisfano tutte le esigenze di igiene. Vediamo insieme le caratteristiche fondamentali che devono possedere.

Com’è fatto il pannolino

I pannolini sono in genere in cellulosa, un materiale che consente di ottenere fibre sottili riducendone lo spessore, mantenendo inalterata l’assorbenza e la morbidezza.

In commercio esistono dei modelli di pannolini differenziati, a seconda che il nuovo arrivato sia un maschietto o una femminuccia. I maschi tendono a bagnare la parte anteriore del pannolino, per cui il materiale assorbente viene rinforzato proprio in quest’area. Per le bambine, invece, vale il contrario: è la parte posteriore del pannolino a essere più spessa e, di conseguenza, il pannolino per le femminucce ha un particolare rinforzo in questa zona.

In realtà, oggi è molto più diffusa la versione unisex, realizzata con materiale ad alto potere assorbente, adatto per tutti i bambini, indipendentemente dal sesso. Ecco che allora il pannolino è costituito da alcuni strati di materiali diversi: la parte centrale è in materiale assorbente e contenitivo: deve trattenere i liquidi assorbendoli, senza fuoriuscite.Spesso vi sono delle barriere laterali, che trattengono anche i solidi;

lo strato a contatto con la pelle isola dal bagnato, facendo traspirare la cute e alcuni pannolini sono imbevuti leggermente di crema o sostanze idratanti, che proteggono la cute dagli arrossamenti; il materiale più esterno assicura una perfetta impermeabilità, per non sporcare i vestitini, senza però impedire alla pelle di respirare.

Le caratteristiche principali del pannolino

Quali sono, allora, le caratteristiche ideali di un pannolino destinato a un neonato come ad un bambino che incomincia a gattonare?

  • In primo luogo le dimensioni contenute, che non ingoffino il bambino intralciandolo nei movimenti.
  • Una buona elasticità che permetta al pannolino di seguire correttamente la forma del corpo del bambino, senza stringere troppo in alcuni punti e senza risultare eccessivamente largo in altri.
  • La sgambatura del pannolino deve essere elastica in modo che le gambine non siano costrette nei movimenti.
  • Un’ottima vestibilità, che consenta alla mamma di effettuare il cambio velocemente e in modo semplice, in un solo movimento.
  • La chiusura deve essere regolabile, attraverso una fettuccia adesiva o un velcro, per non comprimere il pancino.
  • Il pannolino deve essere morbido e traspirante per evitare irritazioni e arrossamenti.
  • Deve essere assorbente e contenitivo, poiché le feci del bimbo che si nutre di latte sono fluide e il bebé sta spesso sdraiato, con il rischio di fuoriuscite.
  • Deve essere incavato all’altezza dell’ombelico, per non ostacolare la medicazione del cordone ombelicale.

Le caratteristiche del pannolino da tener conto in base all’età del bambino

Le caratteristiche generali sopraccitate dipendono anche e soprattutto dall’età del bambino. Infatti man mano che il neonato cresce sono richieste nuove esigenze ai pannolini.

Vediamole insieme:

NEI PRIMI MESI
Le caratteristiche principali di cui tenere conto nell’acquisto del pannolino sono l’alto potere assorbente (le feci in questa fase risultano, infatti, molto liquide) e la morbidezza (la pelle del neonato è particolarmente sensibile).

TRA I 6 E I 18 MESI
Aumenta l’importanza del potere traspirante e la capacità di filtrare e mantenere asciutta la parte di pannolino a contatto con il sederino (a quest’ età, infatti, si tende a ridurre la frequenza dei cambi).

DAI 18 MESI
È possibile cominciare a usare i cosiddetti pannolini-mutandina che consentono al piccolo di fare i suoi primi esperimenti sul vasino.

Scelta la taglia giusta del pannolino per il proprio bambino

Mese dopo mese, il piccolo cresce a vista d’occhio: come scegliere la taglia ideale? Basta osservare alcuni criteri generali, prestando attenzione alle indicazioni di peso chiaramente riportate sulle confezioni di pannolini:

MISURE
La scelta non dipende tanto dall’età del bambino quanto dai chili indicati dalla bilancia e dalla circonferenza di vita e gambe;

COMODITÀ
Il pannolino deve essere comodo, ma non largo, altrimenti diventa un ingombro, oltre a favorire la fuoriuscita dell’urina e delle feci;

TAGLIA
Gli elastici non devono lasciare tracce dì pressione sul pancino, le gambe, la schiena: se accade significa che il piccolo è cresciuto ed è arrivato il momento di passare ad una taglia superiore di pannolino.

Come si cambia un pannolino

1 – Organizzare lo spazio adatto per il cambio dei pannolini

Cambiare il pannolino dovrebbe essere un’operazione molto semplice ma può creare comunque qualche difficoltà ai genitori alle prime armi; qualche indicazione su come procedere può, quindi, rivelarsi molto utile.

  • Prima di effettuare il cambio è necessario individuare un ambiente sufficientemente riscaldato e al riparo da correnti d’aria.
  • Occorre, poi, predisporre un piano di lavoro (un tavolo, una cassettiera o l’apposito fasciatoio) abbastanza elevato (tra gli 80 e i 90 centimetri) che consenta al genitore di non dover piegare eccessivamente la schiena.
  • I fasciatoi in commercio offrono dei vantaggi in più, in quanto presentano:
    un morbido materassino su cui adagiare il bambino;
    ripiani e zone destinati all’occorrente per il cambio.
  • Alcuni modelli sono anche dotati della vaschetta per il bagnetto.

 

2 – Preparare tutto ciò che serve

Una volta predisposto lo spazio per il cambio, è necessario tenere a portata di mano tutto l’occorrente per evitare dì doversi allontanare e lasciare il bambino da solo con il rischio che cada.

Ecco tutto quello che serve:

  • un pannolino pulito;
  • una bacinella di acqua tiepida, del cotone o della garza e un prodotto detergente specifico per il bambino oppure delle salviettine umidificate per la pulizia del sederino;
  • un asciugamano di cotone morbido;
  • una pasta a base di ossido di zinco oppure un olio alla calendula o alle mandorle da applicare sulla pelle dopo avere deterso e asciugato il sederino e la zona dei genitali;
  • garze sterili, una retina tubolare e una soluzione alcolica per la medicazione del moncone ombelicale nel caso non sia ancora caduto (ciò avviene, in genere, un paio di settimane dopo la nascita);
  • un body e una tutina puliti se quelli indossati si sono sporcati e vanno cambiati.

3 – Come cambiare i pannolini

1) Sorreggere la testa del bebé quando lo si prende in braccio: fino ai tre mesi di vita, infatti, i muscoli del collo non sono abbastanza forti da sostenere il peso del capo. Per il cambio del pannolino il bebé va adagiato su un piano d’appoggio (il fasciatoio o un tavolo) in posizione supina (a pancia in sù).

È importante che questo momento diventi un’occasione di coccole per il neonato: all’inizio la mamma può parlargli e sorridergli dolcemente; via via che il piccolo cresce, invece, si potrà spiegare ogni singolo gesto che si compie (per esempio “adesso togliamo il pannolino e puliamo il sederino”).

Una volta sistemato il bebé, aprire la tutina, il body e poi il pannolino sporco e sfilarlo da sotto il sederino, sollevando le gambette del piccolo.Aperto il pannolino si può utilizzarne un angolo pulito per rimuovere gli eventuali residui di feci e sfilarlo da sotto la schiena.

come cambiare un pannolino fase 1

 

2) Pulire la zona sotto l’acqua corrente, in alternativa lo si può fare con un batuffolo di cotone o una garza imbevuta di latte detergente o ancora con una salviettina usa e getta procedendo in questo modo:

– se è un maschio passare con cura una garza imbevuta di latte detergente o una salviettina umidificata per bambini alla base del pene reggendolo con le dita senza forzare la pelle che ne riveste la punta.

come cambiare un pannolino fase 2

 

3) se è una femmina con movimenti dalla vagina verso l’ano per evitare di trasportare i germi fecali nell’area genitale con il conseguente rischio di infezioni;

come cambiare un pannolino fase 2

 

4) Passare un asciugamano tra le pieghe della pelle per evitare che l’umidità rischi di macerarla. Terminate le operazioni di pulizia applicare un sottile strato di olio lenitivo o di pasta all’ossido di zinco per proteggere la pelle dalle irritazioni. Cambiare la medicazione al moncone (nel caso non fosse ancora caduto) se risulta sporca o bagnata e fissarla con l’apposita retina.

come cambiare un pannolino fase 4

 

5) Infine, per mettere il pannolino pulito, sollevare le gambe del piccolo e infilare il pannolino sotto il sederino. Richiuderlo usando le fascette adesive o il velcro, evitando di comprimere troppo il pancino (bisognerebbe farci scorrere un dito) e facendo attenzione a non coprire la medicazione del moncone ombelicale (se non è ancora caduto) per evitare che l’ambiente caldo e umido del pannolino ne rallenti il processo di cicatrizzazione.

come cambiare un pannolino fase 5

Quando cambiare il pannolino

Durante la giornata il pannolino va cambiato ogni volta che il piccolo si sporca, quindi anche ogni due ore. Il momento migliore è, in genere, dopo la poppata, perché stimola la funzione intestinale.

Cambiare frequentemente il pannolino al piccolo, evita il contatto prolungato della pelle con la pipì e le feci, portatrici di batteri responsabili di irritazioni e arrossamenti. L’eritema da pannolino, per esempio, è causato proprio dal contatto prolungato della cute del sederino con i batteri della pipì, che ristagnano e proliferano grazie all’umidità che si crea nel pannolino.

Durante il cambio del bambino occorre fare molta attenzione all’igiene ed è utile applicare sulla cute anche una pasta protettiva a base di ossido di zinco, che lenisce gli arrossamenti e previene le irritazioni come già detto sopra.

Pulizia e igiene anche fuori casa

Col passare dei mesi, raggiunta una maggiore indipendenza di orari nei pasti, le occasioni di allontanarsi da casa per gite, viaggi e vacanze si fanno sempre più frequenti. Quando non è possibile ricorrere alla consueta pulizia con acqua corrente, è indispensabile l’uso di salviettine detergenti di buona qualità che rappresentano anche un importante aiuto nella cura della pelle.

Sempre delicata, esposta ad arrossamenti di varia natura come nei primi mesi di vita, la pelle va mantenuta morbida e idratata, proprio come appare dopo il bagnetto quotidiano. Imbevute di una lozione speciale, le salviettine, oltre ad assicurare un’igiene superiore a quella dell’acqua corrente (non sempre purissima) hanno un effetto idratante. Pratiche e pronte all’uso, sono il corredo perfetto per il piccolo viaggiatore in cerca d’avventure.

Le salviettine che si trovano in commercio per la pulizia di neonati e bambini sono delle più svariate marche: da quelle delle Chicco, Nivea, Huggies e Pamper. Tutte offrono, in linea generale, salviettine umidificate con tessuto che contiene acqua pura e lozione igienizzante per pulire a fondo la pelle delicata dei bambini da ogni impurità, anche quelle che non si vedono.

Di solito le salviettine sono racchiuse in pacchi con sopra disegnati divertenti pupazzetti per trasformare ogni cambio in un momento di intima allegria con il bambino.

Quando togliere il pannolino

Dopo i due anni di età il piccolo acquisisce il controllo degli sfinteri (i muscoli che regolano i meccanismi della minzione e della defecazione) e può essere avviato all’uso del vasino.

Ecco che allora per poter togliere il pannolino in modo graduale bisogna parlare con il bimbo per fargli capire, anche magari sottoforma di gioco, che quando sente lo stimolo della pipì deve subito dirlo. Sicuramente la mamma per i primi tempi dovrà affrettarsi ad abbassare le muntidine-pannolino, ma man mano che il bimbo acquisirà il controllo sugli sfinteri diventerà un’azione del tutto normale sia per la madre che per il bebè.

Nonostante questa sia la norma si sono verificati alcuni casi in cui il bambino mantiene il pannolino anche fino a 10 anni e più. Sicuramente bisognerà parlarne con il medico di fiducia o con il pediatra per capire i motivi fisici di tale situazione ma la causa scatenante può anche essere psicologica.

Infatti secondo alcuni studi, il bambino potrebbe aver subito un piccolo shock o un piccolo trauma da piccolo o magari provare rancore inconscio contro uno dei due genitori. A questo punto egli, sempre inconsciamente, facendosi la pipì a letto cerca la sua vendetta, sicuro che nessuno potrà rimproverarlo per una cosa del genere.

Se ciò fosse vero i rimedi da poter utilizzare non sono poi così semplici, tuttavia in alcune circostanze può bastare una gita con la scuola, il timore di una brutta figura con gli amichetti a far passare il problema.